23.4.14

UNITI PER L'EUROPA LIBERA DALLA DITTATURA!

Roma (21 aprile 2014): scie chimiche!




 

di Gianni Lannes


Anche nel vecchio continente gli esseri umani non hanno più alcun diritto; perfino  il corpo umano è di proprietà dello Stato (date un’occhiata alla legislazione vigente). Certo, nominalmente sono rose e fiori, ma solo sulla carta, perché è in atto l'esproprio della vita.

Prendete ad esempio la rappresentanza politica: gli elettori trattati peggio degli analfabeti, possono soltanto mettere una croce, beninteso una volta ogni tanto, quando si rinnova la farsa elettorale, sui candidati già prescelti dal sistema dominante.

In Italia va anche peggio. Quasi 5 mesi fa la Corte costituzionale ha sentenziato l’incostituzionalità della legge elettorale con cui sono nominati onorevoli abusivi, e conseguentemente i presidenti di Camera, Senato e Repubblica. Sono tutti addirittura illegittimi, già, ma ora chi ci fa più caso? Nel belpaese si sa, va di moda la memoria corta.



I popoli europei non hanno il diritto di eleggere la Commissione europea ed il suo presidente, che sono poi quelli che realmente comandano, ma per conto terzi, ovvero le Corporazioni massoniche, finanziarie, industriali, politiche. Il cosiddetto parlamento europeo (uno specchietto per le allodole) non ha alcun potere legislativo indipendente. Gran parte dei trattati europei sono antidemocratici: per esempio il Trattato di Lisbona che ha annichilito le costituzioni delle nazioni europee. Senza saperlo, o meglio comunicarlo ai rispettivi “popoli sovrani”: i Paesi che compongono la cosiddetta Europa hanno rinunciato alla sovranità.

Il braccio armato del sistema di dominio in atto è costituito dalla NATO, che attraverso Eurogendfor dal 2006 controlla direttamente i subordinati organi di polizia; in Italia soprattutto l'Arma che ha perso la sua autonomia. Eurogendfor vanta licenza di uccidere e non risponde a qualsivoglia autorità giudiziaria, per eventuali reati e crimini. Non ci credete? Date un'occhiata ai trattati di Velsen e di Prum, nonché alla legge di ratifica italiana del 2010, addirittura 4 anni dopo l'inaugurazione della sede ufficiale a Vicenza, nella caserma dei carabinieri "generale Chinotto". Eurogendfor ha operatività su tutto il globo terrestre. Infatti, questo braccio armato del sistema di potere dominante in occidente, era ad Haiti un istante dopo il terremoto telecomandato, come sempre, dallo zio Sam.

Allora, per quale ragione dopo la fine della guerra fredda, sancita dalla caduta del muro di Berlino nel 1989, gli Stati Uniti d’America detengono illegalmente in ben sei paesi europei (tra cui l’ Italia) ben 480 bombe atomiche modello b 61? Si tratta di ordigni che potrebbero disintegrare il nostro continente. E perché mai nessuno ha fiatato quando recentemente il burattino Obama ha dichiarato pubblicamente, che questi ordigni di morte - peraltro,  vietati dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) - sono in corso di potenziamento? Perché mai nessun politicante da strapazzo mette in discussione questa gravissima situazione e mette in atto subito la denuclearizzazione militare dell’Europa? 

Le forze armate United States of America non solo hanno invaso la nostra terra ma la occupando per massacrare esseri umani e rapinare risorse naturali a popoli tecnologicamente indifesi. La NATO ha trasformato l’Europa in una gigantesca camera a gas: ogni giorno centinaia di velivoli irrorano l’aria dei centri abitati con le famigerate scie chimiche che contengono sostanze tossiche.

In altri termini, comandano alcune società segrete che ormai hanno acquisito potere di vita e di morte su gran parte dell’Europa. E quale migliore strumento di soggiogamento dell’euro? Sia chiaro: il debito pubblico non esiste, è il frutto di una speculazione finanziaria, alla voce signoraggio. L’unico debito è di natura ecologica, è l’abbiamo contratto con madre Natura che reclama soltanto equilibrio.

Che fare? Non abbandonarsi allo sconforto e non affidarsi ai saltimbanchi sulla scena mediatica, che servono a controllare e a portare in un vicolo cieco le sacrosante proteste ed il malcontento popolare. In Italia, per esempio, imperversa un comicante, padrone di un partito, che nel 2008 ha incontrato l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America, a Roma e si è messo d’accordo sul prezzo della casaloggia. E tanbti sono pure contenti e fessi di farsi turlupinare così a buon mercato. Nulla è perduto, ma attenzione alle società segrete, e rammentiamo che internet e la rete sono soltanto strumenti, non il fine, oppure un’area dove parcheggiarsi per sempre. Lo Stato di diritto è ben altra cosa dalle allucinazioni propagandate sul web

Per sconfiggere questa tirannia dittatoriale che ha ci ha già tutti schedati con vari pretesti, occorre intelligenza, astuzia, creatività. Dunque non violenza. Seguitare a lamentarsi sul web o nella realtà materiale, non serve a niente, soprattutto alla causa di liberazione dal male che ci affligge.

Prima cosa: uno sciopero fiscale nell’intera Unione europea. Non si pagano più tasse inique che servono prevalentemente a mantenere una casta di parassiti , e soprattutto a fare la guerra per sfruttare i paesi del terzo e quarto mondo, scatenando esodi di masse bibliche, soprattutto in Europa, al fine di sconquassare definitivamente il vecchio continente. Con tale sistema chi tira le fila riesce a scardinare i sistemi sociali europei, soprattutto in Italia, il primo punto di approdo. E qui il razzismo, anche se qualche deficiente soffia sul fuoco, non c'entra niente. Il dito va puntato contro chi sfrutta l'Africa e il Medioriente, e ha trasformato anche l'Europa in una colonia a stelle e strisce.

Seconda cosa: in gran massa non si va a votare. Il 25 maggio si disertano le urne e si va a fare una gita all'aria aperta. Come detto prima, il sistema è palesemente truccato e richiede la nostra ratifica periodica per strangolarci meglio. Non ha senso inviare dei burattini subordinati a Strasburgo, e mantenerli inutilmente a sbafo.

Terza cosa: uno sciopero generale ad oltranza: consumi (in particolare il gioco d'azzardo e le lotterie), trasporti, lavoro (per chi ancora ne vanta qualcuno).

Quarta cosa: costituzione in ogni Paese europeo di un Comitato di liberazione nazionale che raccolga il meglio dell’umanità ancora pensante e non sottomessa al profitto e al dominio di pochi squilibrati.

Queste sono le premesse fondamentali da cui partire per l’autodeterminazione dei popoli, un diritto universale. Niente illusioni: la tirannia si può soltanto abbattere, non riformare. E allora, addio anche all'euro.

E' l'ora di passare dal dire al fare, senza divisioni in tifoserie e consorterie. Gli schemi destra, centro e sinistra sono ormai logori. Basta padroni e sfruttamento. Sveglia dal letargo: la scintilla che risveglia l'Europa può partire dall'Italia, ma staccate la spina alla televisione.


SU LA TESTA!






SCIE CHIMICHE: LA FINE DELL'UMANITA'

Rasmussen e Napolitano




di Roberto Teresi

Salve signor Lannes,

volevo complimentarmi con lei e dirle che apprezzo molto la sua inchiesta sulle scie chimiche.
A quanto pare il problema è molto peggiore di ciò che sembra, ed ho la sensazione che funzioni (teoria già comprovata sul web) con i sistemi haarp quali l'impianto di Gakona in Alaska e quello Muos di Niscemi, costruito in seguito al filoamericano governo C. che ha prima categoricamente rifiutato il muos e poi ha permesso la sua tacita costruzione.

Mi piacerebbe molto aiutarla nelle sue inchieste e lavorare insieme, ma capisco che non sarebbe possibile di questi tempi, tra l'altro io credo lascerò l'italia a breve poichè qui la manipolazione del clima si è intensificata notevolmente negli ultimi anni.

L'unico passo per far capire la gravità della situazione alle persone è parlare direttamente con le procure ed i singoli pubblici ministeri di vostra conoscenza, poichè non sono informati sui fatti e qui si parla della vita di ampie porzioni di popolazione, in percentuali che salgono fino al 65%, se non di più. Questo significa che se gli studi sui campi magnetici e le frequenze sono arrivati a buon punto, e la geo.ingegneria ha seguito a ruota, noi ci ritroviamo in questo momento in una situazione di completo scacco all'umanità.

JOHN FITZGERALD KENNEDY: UN UOMO D'ALTRI TEMPI






 di Gianni Lannes


Chiaro, diretto, umano. JFK è stato uno straordinario comunicatore e ha parlato tanto: dalla guerra in Vietnam allo sbarco sulla Luna. E poi l'arte, la letteratura, la religione, il patriottismo, la poesia, l'onore, la libertà.   

Progresso ma anche tenacia e passione umana. JFK, di fede cattolica, amava profondamente l'umanità e non mancava di sottolinearlo. Credeva nelle infinite potenzialità del genere umano, in quella forza incrollabile che rende l’essere capace di mutare il corso della storia. «Le cose non succedono. Le cose vengono fatte succedere». Ripeteva spesso. Per questo, JFK era anche solito dire: «Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi».

Uomo del dire, ma soprattutto del fare. I discorsi di Kennedy sono stati sempre improntati a creare un immaginario di speranza e di riuscita. Quanta umanità e quanta sensibilità ecologica: «Il nostro legame più basilare è che abitiamo tutti su questo pianeta. Respiriamo tutti la stessa aria. Tutti ci auguriamo un futuro radioso per i nostri figli. E tutti siamo mortali».  

JFK amava lanciare il cuore oltre l'ostacolo, senza rispettare le regole. Infatti spesso ripeteva che «Il conformismo è il carceriere della libertà e il principale nemico della crescita». E proprio su quelli che infine l'hanno assassinato: «La stessa parola segretezza è ripugnante in una società libera e aperta e noi siamo un popolo intrinsecamente e storicamente contrario alle società segrete, ai patti segreti e alle procedure segrete».  

In questo ultimo mezzo secolo i discorsi di Kennedy sono stati saccheggiati da politicanti di tutto il mondo. Bill Clinton e Barack Obama sono soltanto marionette telecomandate che hanno abusato retoricamente di Kennedy. Ma anche in Italia i progressisti a parole hanno scimmiottato JFK, e si sono abbeverati al verbo del presidente americano, a partire da Walter Veltroni che, nel 2000 al congresso Ds lanciò lo slogan kennedyano "I Care" (io mi prendo cura dell'altro…).

Pochi sanno che JFK ordinò l'immediato smantellamento in Puglia e Basilicata dei missili nucleari - piazzati segretamente - puntati contro l'Unione Sovietica, contro il volere del governo italiano, in particolare dei vertici della DC, in particolare di Segni, Fanfani e Andreotti.

Potere e poesia: «Quando il potere conduce l'uomo all'arroganza, la poesia gli ricorda i suoi limiti. Quando il potere semplifica l'area della conoscenza umana, la poesia ricorda all'uomo della ricchezza e della diversità dell'esistenza. Quando il potere corrompe, la poesia purifica».  
 

22.4.14

ITALIA: IL NUCLEARE INSABBIATO E SEGRETATO DALLO STATO TRICOLORE



di Gianni Lannes


In Basilicata - negli anni '80 e '90 - dentro il centro atomico Enea (ex CNEN), in riva al Mar Jonio, al confine con la Calabria, a ridosso del fiume Sinni, sull'altura della Trisaia in agro di Rotondella, in provincia di Matera, si verificarono alcuni gravi incidenti nucleari. 

ROMA: SCIE CHIMICHE TRICOLORE



Ciao Gianni, sono Fabio.

Apprezzo il tuo lavoro anche se ti ho conosciuto da poco
e non ho ancora approfondito tutti i post che sono nel blog.
(mia cugina era a l'Aquila quando ci fu il terremoto ma fino a ieri
non mi sarebbe mai passato in mente ciò che hai messo in luce).


TUTTI PER UNO E UNO PER TUTTI: AGOSTI, BALASSO, BARNARD, LANNES, MONTANARI

Inviato: martedì 22 aprile 2014 15:29
A: montanari@nanodiagnostics.it
Oggetto: Stefano Montanari: stefano montanari - gianni lannes - paolo barnard - natalino balasso - silvano agosti

Gentile Stefano,

mi chiamo Filippo e sono un tuo affezionato lettore. Un padre, un cosiddetto educatore. Vengo al dunque. Questa notte ho visto te, insieme alle altre persone che compaiono nell'oggetto della mail, ai quali ho inviato le stesse righe che forse leggerai più sotto, lottare uniti come portavoci contro la catastrofe che stiamo vivendo. Voi avete scritto a presidenti, organizzazioni mondiali, istituzioni...ed io scrivo a voi.

Sono il primo a considerare la mia una visione onirico-fanciullesca che può far sorridere, se va bene. Ma sono anche convinto che solo un pensiero libero e non ancora condizionato come quello dei bambini possa ancora concepire un modo diverso di vivere.
Credo che tutti e cinque abbiate descritto molto bene i modi e le manifestazioni del potere, ognuno da angolature diverse (economia, ambiente, sociologia, psicologia, arte..), ma tutte con lo stesso comune denominatore.

Penso che abbiate anche fornito gli strumenti necessari per opporsi individualmente allo scempio del Pianeta e dell'Uomo. Personalmente non riesco quasi mai a essere in disaccordo con le vostre osservazioni e, ripeto, noto un filo comune tra di voi e tra le forme di opposizione che state portando avanti.

Inoltre, vi considero le voci più libere e comunicative del panorama italiano.
Perché non collaborate e non proponete una strategia comune, concreta, applicabile rapidamente e quotidianamente da un discreto numero di persone?

Forme di disobbedienza, manifestazioni di pensiero divergente che rendano pubblica e palpabile la tragicità del tempo che stiamo vivendo, ma anche le intrinseche possibilità/necessità di cambiamento.
Lo so che la massa è reazionaria, ma forse piccoli focolai di consapevolezza possono innescare un incendio. Rifar circolare la speranza e il contagio. Come è possibile restare inermi ed immobili di fronte alle vostre scoperte, proposte, visioni e capacità di mostrare e dimostrare? Scusate il riduzionismo e la confidenza, ma vi considero un pò come amici, fratelli, padri.

Cosa propongo? Quello che avete già proposto voi, ma in modo più organizzato, sistematico e continuativo.

Non credete che siano in tanti ormai quelli che non hanno nulla da perdere? Quelli che sono pronti a tutto pur di non continuare a vivere nell'inganno. Anzi, c'è solo da guadagnare un pò di dignità. Vi prego tornate a proporre alternative percorribili per scongiurare che la colpa dei padri ricada sui figli (la colpa, per Pasolini e anche per me, è l'aver accettato l'attuale forma di fascismo).

Per dare un'opportunità a coloro che vogliono levarsi di dosso il marchio della viltà. Immaginavo azioni pacifiche e poco manipolabili. La denuncia del golpe finanziario portata avanti da Paolo era un buon inizio; il ricordo di Silvano di quando gli apparati di potere allestirono circa venti anni fa la gran farsa dell’”Esaurimento dei pozzi petroliferi” e per motivi misteriosi costrinsero improvvisamente gli esseri umani a non usare l’automobile il sabato e la domenica e le strade si riempirono di gente, felice di potersi incontrare, confrontare e frequentare senza intossicarsi a vicenda con l’ossido di carbonio delle automobili. E la gente rischiava di scoprire che la vera felicità non ha costi economici ma nasce dallo “stare insieme” con se stessi e con gli altri, dal poter comunicare con gli altri e con se stessi. E incominciava a spuntare una nuova cultura, la cultura dei comportamenti. E' uno spunto. Come lo sciopero a oltranza proposto più volte da Gianni. Il "grande boicottaggio" descritto pittoricamente nel film "Il pianeta verde" a cui faceva eco Natalino in un suo magnifico video sui magnaschei quando parlava di assedio e guerra di resistenza. Quale sano di mente non vorrebbe la società descritta da Silvano, l'economia al servizio delle persone descritta da Paolo, la chiarezza e la salute invocata da Stefano e Gianni, il continuo interrogarsi sul significato di Natalino? Messi di fronte quotidianamente alle evidenze ben documentate da tutti voi, chi non scaricherebbe il televisore in strada come segno irrefutabile del desiderio di cambiamento?

Insomma, il grande boicottaggio era iniziato, la realtà virtuale iniziava a cadere e sempre meno persone si lasciavano allontanare dalla consapevolezza che quella era l'ultima possibilità di scongiurare il disastro; voi, gli unici a possedere i crismi per risvegliare il popolo, ne eravate i promotori; si lottava per un mondo più umano, più libero, per il presente e il futuro dei nostri figli; si disobbediva gioiosamente alle ingiustizie e alle insensatezze; si abbandonava e si combatteva ciò che nuoceva alla salute; non ci si accontentava delle briciole e del ritorno alle vecchie sicurezze e catene; i sacrifici avevano un dolce sapore perché in cambio tornava il tempo per noi, il bene più prezioso, e si pensava e si collaborava con i bambini alla creazione di altri mondi.

Io vi abbraccio e vi ringrazio di cuore per quello che avete fatto, che fate e che spero vogliate fare.
Filippo Rebecchi

Qualche link delle mie citazioni:

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=361
http://www.youtube.com/watch?v=wfrr5c7xhEM
http://www.youtube.com/watch?v=-tcIulodw7Y
http://www.silvanoagosti.com/2014/04/07/i-due-misteri/1252
http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2584-lettera-di-gianni-lannes-a-giorgio-napolitano.html

ITALIA: GIUSTIZIA DI STATO MAFIOSO






di Gianni Lannes

In Italia la giustizia non è uguale per tutti: infatti l'impunità è garantita a chi sta in alto. Vero magistrati? La prima cosa da fare quando diverrà operativo il nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, sarà riformare la macchina giudiziaria e il codice penale, nonché mettere al bando concretamente la massoneria che ha rovinato il nostro Paese.

JOHN E ROBERT KENNEDY





Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana.

John Kennedy


Pochi sono grandi abbastanza da poter cambiare il corso della storia, ma ciascuno di noi può cambiare una piccola parte delle cose, e con la somma di tutte quelle azioni verrà scritta la storia di questa generazione.

Robert Kennedy


ITALIA: IGNORANTE E INGRATA!



di Giacomo Leopardi 



Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perchè ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.

In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi.