1.8.15

SCIE DI CONDENSA? NO, SCIE CHIMICHE BREVETTATE




La miscela di nanoparticolato irrorato sui centri abitati dell'Europa, penetra facilmente negli esseri viventi. Il biossido di titanio (di colore biancastro, prodotto dalla Du Pont – R 931) ha un elevato indice di rifrazione della radiazione infrarossa. 

 
Italia: aerosolchemioterapia bellica Nato


L' International Agency for Research on Cancer ha classificato il biossido di titanio come possibile cancerogeno per gli umani , classe 2b, se inalato.



GUERRA CONTRO NATURA: UN ARCHIVIO EUROPEO



Guerra ambientale: dalla manipolazione del clima alla conquista del tempo. Che fare per fronteggiare il dominio militare? Realizzare un archivio europeo, grazie al sostegno di cittadine e cittadini. Inquinamento bellico, industriale, mafioso: chi più ne ha più ne scarica, a danno del ciclo naturale. Così viene meno la salute degli ecosistemi e di tutti gli esseri viventi, umani inclusi.  L'Italia, purtroppo, è uno dei Paesi più inquinati d'Europa.

La conoscenza è il sale della vita. E’ in fase di realizzazione avanzata una banca dati indipendente, completa di documenti segreti, riservati, occultati, inediti, inaccessibili ai comuni mortali. Il database europeo sarà fruibile gratuitamente sulla rete Internet, 24 ore su 24.

LA MONTAGNA PROFANATA




di Sabino Acquaviva*

Questo libro è diverso. Infatti, di cosa si tratta? Di una denuncia? Del racconto di uno scempio con nomi e cognomi dei responsabili? Dell’attenta analisi della storia di un monumento? Di uno strumento che consenta di capire come l’ignoranza, l’indifferenza, gli interessi possano condurre alla distruzione di una realtà che fa parte del patrimonio dell’umanità? Di una implacabile critica di una maniera di fare politica? Di una testimonianza, come osserva Gianni Lannes, «dell’inflessibile volere del partito trasversale degli affari legati al mattone che distrugge con ferocia disinvoltura e cinico metodo ogni testimonianza dell’antichità?». Di tutto questo ed altro si tratta. Il presente è uno dei pochi libri scritti con il coraggio e l’onestà di chi vuole denunciare un delitto corale. Sì, perché questo non è il racconto della distruzione di un monumento ad opera di un singolo individuo. Allo scempio hanno partecipato istituzioni, individui, singoli, imprese di ogni tipo, persino molti di quanti sarebbero destinati a tutelarlo. Si capisce chiaramente che quanto è accaduto (e accade) è l’espressione di una cultura che ha devastato l’Italia e che, anche se parzialmente in declino, continua ad essere pericolosa e va tenuta sotto controllo. La devastazione subita dal Gargano nei decenni che stanno alle nostre spalle ci deve insegnare a vigilare. E vigilare significa anche condividere le battaglie dell’autore di questo libro, descrivere lo scempio, la sua storia, elevare la colonna infame che consenta di ricordare per sempre i barbari che hanno distrutto, spianato, ricostruito, sventrato, snaturato.

31.7.15

SCIE CHIMICHE: FOLLIA NATO!

 
Italia (luglio 2015): scie chimiche foto F. Martini


di Fabrizio Martini

Inarrestabili, subdole, bastarde, aberranti, indicibili, ripugnanti, spietate, folli, spregevoli, distruttive, orrende scie bianche che devastano il cielo; indisturbate da qualsiasi azione popolare. Nessun atto politico concreto contro una tale mostruosità, che sta annientando l’intero ecosistema vivente, è stato portato avanti.

30.7.15

IL PRIMO HOMO ERECTUS NELL'ITALIA DEL SUD

Apricena: il biglietto da visita - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)




di Gianni Lannes

 Apricena: cave dismesse e colline di inerti - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

C’era una volta l’uomo più antico del Mediterraneo, che viveva 1 milione e 700 mila anni fa nel nord della Puglia. Ad apricena nel 2006 sono stati ritrovati  - nella cava di Pirro nord - gli utensili in selce lavorata dell’homo erectus, nonché fossili di 50 specie animali diverse, tra cui tigri, babbuini, istrici giganti, ghepardi, mammut e cavalli. L’area, però invece di essere salvaguardata dalle istituzioni - governo italiano, regione e comune - è preda delle ecomafie, che in loco hanno occultato scorie radioattive e rifiuti pericolosi. Oggi, a conti fatti, i nostri antenati sono stati seppelliti dai rifiuti industriali della modernità.

 

IN ITALIA I GIGANTI DELLA SCIENZA DIMENTICATA



di Gianni Lannes

Altro che mafia e sottosviluppo: neanche si immagina vagamente cosa sia stato una volta il belpaese, in particolare il Sud. Tra Ottocento e Novecento uno dei più importanti centri di ricerca matematica di livello mondiale era di casa a Palermo. Infatti, del circolo matematico palermitano facevano parte giganti come Henri Poincaré, David Hilbert, Federigo Enriques, Felix Klein e altri.

Tuttavia, è sufficiente un semplice raffronto cronologico per comprendere l'amaro epilogo. Nel 1239 proprio in Italia viene scritto il primo testo scientifico in volgare. Dal 1974 nessun articolo scientifico elaborato nel nostro Paese viene più redatto in italiano, bensì nella scarna lingua commerciale inglese.

28.7.15

I MICENEI IN ITALIA

Roca antica - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)





di Gianni Lannes

Chi siamo? Da dove veniamo? Siamo più imparentati con gli “extracomunitari” orientali di quanto immaginiamo. 3.500 anni fa erano i padroni del Mediterraneo, non a caso inventarono la nave, ovvero la veloce galea, un’imbarcazione con 50 rematori. Navigarono fino alle foci del Po, conquistando l’intero Adriatico inclusa la "Padania"(di cui i razzisti ed ignoranti leghisti farneticano ai tempi correnti) con l’esplorazione e il commercio. Le più recenti scoperte archeologiche documentano che questi naviganti achei si insediarono stabilmente sulle coste dell’Apulia, ma non disdegnarono i litorali di Molise, Abruzzo e Marche. Il Gargano era uno dei loro avamposti più significativi, unitamente al Salento.

27.7.15

DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI: AL VIA LA DISINFORMAZIONE SOGIN





Sogin ha appena lanciato sulle principali reti televisive nazionali la campagna disinformativa sul progetto del Deposito Nazionale, l’infrastruttura di superficie dove saranno sistemati definitivamente i rifiuti radioattivi italiani, a bassa, media ed alta attività. Le scorie più pericolose, ossia di terza categoria saranno anch'esse ammassate insieme. 

A tutt'oggi la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale, con un ritardo di anni, non è stata resa di dominio pubblico. Perché?
Questa campagna propagandistica e menzognera - realizzata da Saatchi & Saatchi - per 4 mesi di programmazione costa agli ignari contribuenti ben 3,2 milioni di euro. A quando la rottamazione del carrozzone Sogin?


riferimenti:




LIGURIA: AEROSOLCHEMIOTERAPIA BELLICA NATO

Liguria: aerosolchemioterapia bellica Nato - foto Franco Giusto


di Franco Giusto*



Ponente ligure: ci risiamo alla grande. Cielo chimico per tutti e .... tutti gli organi di informazione zitti e coda fra le gambe. Un cielo così non mi sembra possa passare inosservato. Buon aerosol a tutti! 

*medico-chirurgo

ITALIA: SU LA TESTA!

Agrigento - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

Gli esseri umani sopravvivono in una società dello spettacolo finta, manipolata, falsificata. Nel corso dell'ultimo mezzo secolo siamo stati tutti martellati con un inganno spettacolare, una distorsione della realtà. L'homo videns ritiene che ciò che vede sia quello che accade. Ma la realtà è proprio ciò che non si vede e non si conosce.

Nel linguaggio tradizionale, “complottista” significa colui il quale ordisce complotti. Nell’attuale era “post-orwelliana” di analfabetismo funzionale (di ritorno) e stravolgimento dei significati originari delle parole, assume paradossalmente il senso di “colui il quale vede complotti ovunque”. Ergo: il paranoico screditato e inaffidabile. Insomma, un' autentica idiozia, un ribaltamento illogico della realtà.

L’Italia, il nostro Paese, sembra privo di memoria, di slancio, di altruismo e di compassione. Per dirla con Carlo Levi: “Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo”. 

Cosa si può fare? Intanto non restare indifferenti. Fare qualcosa insieme invece che contro. Chiamare a raccolta quelli che si riconoscono nell’essere a favore delle persone, per la verità e la giustizia.  

26.7.15

CAVALLI FENICI IN SARDEGNA


di Gianni Lannes

 
Cavalli selvaggi dagli occhi a mandorla a cui i politicanti locali vogliono applicare il microchip e lucrarci sopra. 

Con una cantilena che alternava toni e cadenze diverse a seconda dei comandi da impartire, "su pastulladeri" ancora nei primi anni del dopoguerra, sfidava il caldo e la polvere dell'estate per guidare e incitare al lavoro, sulle aie della Marmilla e del Campidano, piccoli cavalli dagli occhi a mandorla. Se ne stava dritto, al centro di spiazzi ricoperti di cumuli di grano appena falciato, per far funzionare una trebbiatrice viva e ansimante, fatta di muscoli, di zoccoli, di nitriti e di sudore. "Is quaddeddus", i cavallini sardi dal manto baio o morello e dalla lunga criniera, sulla cui origine si discute ancora, erano disposti in fila e legati assieme, a catena, con una lunga fune, e dovevano girare e trottare tutto il giorno, intorno a uno stesso palo che faceva da perno, per calpestare di continuo spessi tappeti di spighe. 



Un lavoro massacrante, ripagato quasi sempre con qualche pugno di fieno e un sorso d'acqua, che si ripeteva ogni ano dopo la mietitura e si concludeva a fine stagione, quando stalloni e puledre venivano restituiti alla vita libera e selvaggia. Quei cavallini caratteristici per la ridotta statura, per la testa robusta e il collo corto, per l'aspetto selvatico, per il folto ciuffo di crine sulla fronte, per la lunga coda attaccata bassa, per le zampe nervose e sottili, per gli zoccoli duri e resistenti, erano diffusi un tempo in diverse zone della Sardegna, ma oggi sopravvivono soltanto sulla Giara di Gesturi, un altopiano di basalto, di sughere e di paulis, stagni imbriferi, che si erge, come un'isola nell’isola, su un mare di morbide colline mioceniche tra i rilievi del monte Arci, scrigno dell'ossidiana, l'oro nero della preistoria, e il Sarcidano. 

DELITTI MARINI


 Gianni Lannes

In uno studio pubblicato dall’Enciclopedia Britannica la pesca dei datteri è annoverata tra «i primi cinque gravi allarmi ecologici nel campo marino», posto accanto a tragedie ambientali come quella dei 38 milioni di litri di petrolio che nell’89 inondarono i mari dell’Alaska. La predazione dei datteri di mare - protetti normativamente in Italia dal 1988 - avviene spaccando e sminuzzando la roccia con picconi, scalpelli e martelli pneumatici, con lavoro costante di distruzione sistematica dei fondali. «Facendo il raffronto tra i fondali ancora integri e quelli desertificati lungo la costa italiana, le più recenti campagne di studio hanno evidenziato che la distruzione delle comunità bentoniche procede alla velocità di 12 chilometri all’anno» avverte il biologo marino Adolfo Cavallo, un esperto che trascorre il suo tempo tra immersioni e laboratori. 



La drastica riduzione delle comunità bentoniche costiere, inoltre, determina preoccupanti ripercussioni sulla piccola pesca, modificando radicalmente l’habitat dei tratti di mare interessati e danneggia il valore paesaggistico e turistico dei litorali. Un esempio a portata di mano. A Capri, addirittura, i cacciatori di ricci e molluschi operano indisturbati da anni con pompe aspiranti per strappare alla scogliera tutto quanto miracolosamente vi sopravvive. Per asportare i datteri di mare usano soprattutto i martelli pneumatici; in tal modo hanno devastato le basi dei faraglioni  e talmente aggredito il fondale della grotta Azzurra da rendere pericolante l’arco di roccia al quale si deve il suo magico effetto di luce. Stessa solfa nel Gargano, in Calabria e in Sicilia. 



VENTO DI PRIMAVERA





Vento di primavera (La rafle) è un film francese del 2010, diretto da Roselyne Bosch e prodotto da Alain Goldman. Il film racconta la retata del Velodromo d’Inverno (Parigi, luglio 1942), nella quale ci fu un arresto di massa degli ebrei, effettuato dalla polizia francese, complice dei nazisti.  

A Parigi, nell'estate del 1942, la Francia è sotto l'occupazione tedesca e gli ebrei sono tenuti ad indossare la stella gialla. Nel quartiere della Butte Montmartre, due famiglie ebree vivono come gli altri abitanti del quartiere, fatta eccezione per gli ebrei che temono l'arrivo della Gestapo. A Parigi, i pareri sono divisi, alcuni vogliono proteggere gli ebrei nascondendoli, mentre altri come la fornaia, preferiscono insultarli.
Nella notte fra il 15 e il 16 luglio, il loro destino subisce un repentino cambiamento in seguito ad un accordo tra i nazisti e le autorità francesi per l'arresto e la deportazione di 15.000 ebrei, accordo che porta al rastrellamento del Velodromo d'Inverno (Vélodrome d'Hiver). Il quartiere della Butte Montmartre non sfugge a questa sorte, anzi la famiglia di Joseph Weissmann, un bambino ebreo di dieci anni, ed i loro vicini vengono arrestati dopo aver provato a fuggire in diversi modi.

INQUINAMENTO INDUSTRIALE: GIUSTIZIA DI CARTA VELINA





La vergogna della giustizia per le morti di amianto non ha mai termine. Dopo la sentenza della Cassazione che aveva assolto Stephan Schmidheiny (segretario generale per la prima conferenza mondiale sul clima) per prescrizione del reato di disastro ambientale, la Gup Federica Bompieri ha ora bloccato il "Processo Eternit bis" per omicidio volontario (doloso) inviando gli atti alla Corte Costituzionale. 2154 morti vagheranno come fantasmi uccisi dalla giustizia bendata.

il criminale stragista impunito Stephan Schmidheiny

TORNADO IN ROMAGNA

25 luglio 2015 - foto Cris

25 luglio 2015 - foto Cris
 25 luglio 2015 - foto Cris

TAV TORINO-LIONE, I CONTI NON TORNANO


di Maurizio Bongioanni 


Gli 813 milioni di euro di finanziamento europeo concesso a fine giugno non rappresentano che il 3 per cento dell'investimento necessario per la realizzazione dell'Alta velocità tra l'Italia e la Francia. Coprono -e in parte- solo quelli della tratta transfrontaliera del tracciato. In un documento di febbraio 2015, inoltre, un organo della presidenza del Consiglio dei ministri avvertiva che il costo complessivo dell'opera era ancora indeterminato. A fine giugno la Commissione europea ha annunciato un finanziamento pari a 813 milioni di euro per la realizzazione della tratta Alta Velocità Torino-Lione. In molti hanno sottolineato come l'UE abbia così deciso di "finanziare" il 40 per cento dei lavori, rispettando le previsioni. Ma il costo stimato dei lavori per il Tav Italia-Francia è di circa 26 miliardi di euro, di cui 813 milioni rappresentano appena il 3%. Ciò significa, nuovamente, che c'è molta confusione intorno ai conti -che non tornano- della AV ferroviaria, e che la vicenda sia un pochino più complessa...

fonte:


BOICOTTA ISRAELE!



25.7.15

MEDITERRANEO

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
di Gianni Lannes


Il Mediterraneo è la culla del mondo, nel grembo della grande madre.
Luci, suoni, colori, odori, sapori, ingegni, energie dal mare alla terra.
L'Italia è il Mediterraneo non l'Europa. Nel Sud pulsa la vita.

https://www.youtube.com/watch?v=P8oAPchzyQs 


24.7.15

LA MONTAGNA PROFANATA




di Sabino Acquaviva*

Questo libro è diverso. Infatti, di cosa si tratta? Di una denuncia? Del racconto di uno scempio con nomi e cognomi dei responsabili? Dell’attenta analisi della storia di un monumento? Di uno strumento che consenta di capire come l’ignoranza, l’indifferenza, gli interessi possano condurre alla distruzione di una realtà che fa parte del patrimonio dell’umanità? Di una implacabile critica di una maniera di fare politica? Di una testimonianza, come osserva Gianni Lannes, «dell’inflessibile volere del partito trasversale degli affari legati al mattone che distrugge con ferocia disinvoltura e cinico metodo ogni testimonianza dell’antichità?». Di tutto questo ed altro si tratta. Il presente è uno dei pochi libri scritti con il coraggio e l’onestà di chi vuole denunciare un delitto corale. Sì, perché questo non è il racconto della distruzione di un monumento ad opera di un singolo individuo. Allo scempio hanno partecipato istituzioni, individui, singoli, imprese di ogni tipo, persino molti di quanti sarebbero destinati a tutelarlo. Si capisce chiaramente che quanto è accaduto (e accade) è l’espressione di una cultura che ha devastato l’Italia e che, anche se parzialmente in declino, continua ad essere pericolosa e va tenuta sotto controllo. La devastazione subita dal Gargano nei decenni che stanno alle nostre spalle ci deve insegnare a vigilare. E vigilare significa anche condividere le battaglie dell’autore di questo libro, descrivere lo scempio, la sua storia, elevare la colonna infame che consenta di ricordare per sempre i barbari che hanno distrutto, spianato, ricostruito, sventrato, snaturato. 

ESPLODE FABBRICA IN PUGLIA: 7 MORTI E 10 FERITI




E' di sette morti e una decina di feriti, quattro dei quali in gravi condizioni, il bilancio dell'esplosione avvenuta nella fabbrica di fuochi pirotecnici Bruscella, a Modugno. L'area della fabbrica è ancora interessata da piccoli focolai. L'impianto si trova poco fuori dell'abitato di Modugno, in direzione di Bitritto, ed è in una zona di campagna circondata da un boschetto che ha preso fuoco in seguito all'esplosione. Sul posto, oltre alle squadre dei vigili del fuoco al lavoro da terra, sono arrivati anche due Canadair. Secondo una prima ricostruzione, ad esplodere per primo sarebbe stato un furgone e successivamente la deflagrazione si sarebbe estesa a tutta la fabbrica. L'esplosione che ha devastato la fabbrica  stata avvertita in tutto il paese e anche negli abitati vicini. "Lo spostamento d'aria è stato pazzesco" racconta Mariella, una signora che abita poco distante e che è accorsa a vedere cosa sia successo. "Credevo fosse caduto un elicottero - dice - poi abbiamo pensato fosse crollato un palazzo". "Ho avvertito tre distinte esplosioni in rapida successione ed ho subito pensato a Bruscella", racconta Luigi, un ragazzo di 24 anni, "ho amici lì dentro che ci lavorano".